• STUDI COMPARATIVI IN EDUCAZIONE: attuali tendenze nazionali ed europee e prospettive di sviluppo mondiali

    2017-09-15

    CALL FOR PAPERS

    Dossier monografico «Rivista di Storia dell’educazione»  n. 2, 2018:

     

     

    STUDI COMPARATIVI IN EDUCAZIONE:

    attuali tendenze nazionali ed europee

    e prospettive di sviluppo mondiali

    a cura di Angelo Gaudio e Carla Callegari

    angelo.gaudio@uniud.it ; carla.callegari@unipd.it

     

    Gli studi comparativi in educazione stanno delineando tendenze e prospettive che, nel solco di una tradizione classica, rivelano la vitalità di questo campo di indagine che ha saputo cogliere, negli ultimi decenni, le sollecitazioni venute dal mutato contesto culturale, sociale e politico europeo e mondiale. I comparativisti, spesso rispecchiando tradizioni nazionali e in un dialogo a volte vivace, stanno infatti ripensando l’epistemologia e la metodologia degli studi e sperimentando nuovi approcci. 

    Fin dalla sua origine l’educazione comparata si è misurata con il problema della finalità e dei metodi: nata come scienza empirica con lo scopo di rilevare dati e compararli, durante il suo sviluppo, ed in particolare nella seconda metà del Novecento, ha dovuto precisare l’oggetto ed il metodo di ricerca per vedere riconosciuta la propria scientificità: un chiarimento teorico – a partire dalla denominazione (pedagogia o educazione comparata/comparativa) che riflette le diverse sfumature di significato assegnate a questi termini dalle differenti lingue – sembra oggi indispensabile anche per analizzare aspetti problematici come quello della reale attinenza degli studi con il settore pedagogico. Il rischio, infatti, è che i nuclei tematici di indagine si avvicinino troppo a ricerche di tipo sociologico o etnografico, o psicologico perdendo di vista il vero oggetto della comparazione cioè la pedagogia e l’educazione, nel significato distintivo che questi due termini assumono nella lingua italiana. È necessario allora porre in primo piano la capacità dell’educazione comparata di concorrere ad una definizione sempre più approfondita ed articolata dei fenomeni pedagogico-educativi rispetto ai luoghi, ma anche ai tempi e alle diverse culture.

    Nel corso del tempo, ed in modo particolare nel secondo dopoguerra, l’oggetto di studio dell’educazione comparata si è diversificato e pluralizzato: accanto alla classica comparazione di sistemi scolastici, per lo più riferiti agli Stati nazionali, si sono realizzate ricerche comparative riguardanti metodi, problemi e prassi educative, teorie, politiche, sistemi educativi. Questo però ha messo in crisi sia l’unità di comparazione Stato-nazione, sia la finalità “miglioristica” degli studi legata all’idea di transfert, oggi precisata come traslation e trasformation.

    Per quanto riguarda la metodologia di ricerca, al modello classico di Bereday, rivisitato ma mai sostituito – suddiviso in quattro fasi e basato sul criterio di comparabilità, o tertium comparationis, come principio sovraordinato al quale riferire i dati raccolti – si sono affiancati metodi quantitativi, che tentano di pervenire in forma nomotetica a regole educative universalmente valide, e metodi qualitativi, che studiano una singola realtà in termini idiografici. Dal dibattito in corso sembra emergere la necessità di dar luogo a ricerche che tengano conto sia dell’evoluzione storico-culturale, sia del carattere etnografico dei luoghi nei quali vengono effettuate. Questa necessità emerge da un lato per porre rimedio a quella che è stata definita l’“amnesia storica” di cui soffrono molte recenti ricerche, e dall’altro per rispondere a problemi che il fenomeno della globalizzazione e del rapporto macro-micro pone come urgenti.

    I contributi potranno fare riferimento ad uno dei problemi delineati, mettendo anche in evidenza la tradizione nazionale entro la quale si collocano e cercando di delineare le tendenze e gli sviluppi possibili per gli studi comparativi in ambito italiano, europeo o mondiale.

     

    Saranno accolti contributi in lingua inglese

     

    PRINCIPALI AMBITI TEMATICI DI RIFERIMENTO:

     

    • L’epistemologia dell’educazione comparata e il suo sviluppo metodologico
    • Comparazione di teorie pedagogiche e di metodologie educative di contesti nazionali diversi

     

    • Comparazione di politiche e prassi educative: esperienze a confronto
    • Comparazione di sistemi scolastici europei e mondiali
    • Discorsi comparativi in forma di relazione di viaggio e/o di descrizione di autori italiani su sistemi educativi ed autori di altri paesi, dall’Unità ad oggi
    • Discorsi comparativi di autori non italiani su autori o aspetti della scuola e dell’educazione italiana, dall’Unità ai nostri giorni

     

     

     

    INDICAZIONI OPERATIVE E SCADENZE

     

    La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata per il 31 gennaio 2018. Un breve abstract in cui descrivere sinteticamente il contesto di riferimento e articolare il tema oggetto dell’articolo, avendo cura di indicare la metodologia utilizzata, la tipologia di fonti e una succinta bibliografia di riferimento (non oltre 10 titoli), va indirizzato alla Segreteria CIRSE, all’attenzione del prof. Gianfranco Bandini: segreteria@cirse.it; (e per conoscenza ai curatori del dossier, all’indirizzo: angelo.gaudio@uniud.it; carla.callegari@unipd.it).

    Entro il 28 febbraio 2018 verrà comunicato l’esito della valutazione preliminare e l’accettazione o meno delle proposte ricevute.

    La scadenza per la consegna dei testi accettati è fissata per il 31 luglio 2018.

    Gli autori accettati si dovranno preliminarmente registrare sulla piattaforma della rivista (https://www.rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE/user/register). Il testo proposto andrà poi caricato direttamente sulla piattaforma delle rivista secondo le indicazioni previste (https://www.rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE/about/submissions).

    Ogni testo inviato ai curatori del dossier monografico sarà sottoposto preliminarmente a peer review anonima, secondo gli standard della rivista.

    Per ulteriori informazioni scrivere a: angelo.gaudio@uniud.it carla.callegari@unipd.it segreteria@cirse.it.

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