https://doi.org/10.36253/rse-17500
Received: March 20, 2025; Accepted: July 25, 2025; Published: December 11, 2025
Book Reviews
C. Petruzzi, Due maestri a colloquio. Giuseppe Lombardo Radice e Angelo Patri. Roma, Anicia, 2024, pp. 279
Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, Italia
Negli ultimi anni, grazie a frequenti viaggi nelle biblioteche e negli archivi degli Stati Uniti, Carmen Petruzzi ha dato avvio a una rigorosa e fruttuosa esplorazione che interseca due distinte, ma profondamente connesse, linee di ricerca. Da un lato, la storia dell’emigrazione dall’Italia, con particolare attenzione alle regioni meridionali, che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo vide il trasferimento di migliaia di individui in cerca di opportunità economiche e di una vita migliore. Dall’altro, il tema dell’educazione come strumento di integrazione e mobilità sociale per le giovani generazioni di immigrati, in un contesto spesso ostile e caratterizzato da pregiudizi etnici e discriminazioni.
La cosiddetta “Grande Emigrazione” (1880-1920) rappresentò un fenomeno sociale senza precedenti: intere famiglie, spesso in condizioni di estrema povertà e provenienti da aree rurali caratterizzate da un alto tasso di analfabetismo, giungevano negli Stati Uniti, una terra idealizzata che, una volta varcate le soglie di Ellis Island, si rivelava ben più complessa e distante dalle aspettative. L’urgenza della scolarizzazione e della progressiva assimilazione delle pratiche quotidiane rientranti nella cosiddetta “americanizzazione” si impose immediatamente, poiché l’istruzione era il principale mezzo per sottrarsi a un destino di emarginazione o di coinvolgimento nella criminalità organizzata, come dimostrano le numerose testimonianze autobiografiche dell’epoca. Le memorie di Leonard Covello, ampiamente analizzate da Petruzzi nei suoi studi, rappresentano un esempio emblematico di questo processo di adattamento e resistenza culturale.
In questo quadro si inserisce il volume Due maestri a colloquio, che esplora la convergenza tra due figure di rilievo nel panorama pedagogico del primo Novecento: Giuseppe Lombardo Radice e Angelo Patri. Il testo si articola in due sezioni principali. La prima parte, suddivisa in tre capitoli, si concentra sui percorsi biografici e professionali dei due educatori, mettendone in luce le rispettive concezioni pedagogiche e l’influenza esercitata sulle generazioni successive. Se Lombardo Radice è una figura ampiamente studiata dalla storiografia educativa italiana, lo stesso non si può dire per Angelo Patri, il cui contributo innovativo meriterebbe una maggiore attenzione. Patri, educatore di origine italiana, non solo fu un pioniere della pedagogia pragmatica negli Stati Uniti, ma seppe anche intuire precocemente il potenziale della radio come strumento di divulgazione e orientamento educativo per le famiglie. La sua popolarità fu tale che persino Maria Montessori, nel suo viaggio americano del 1915, volle visitare la scuola da lui diretta, la P.S. 45, per approfondire le metodologie innovative che vi erano applicate.
Il terzo capitolo propone un’analisi comparativa delle filosofie educative di Lombardo Radice e Patri, evidenziandone le convergenze e le divergenze, frutto delle differenti matrici culturali e del contesto in cui operarono. Mentre Lombardo Radice dovette confrontarsi con le contraddizioni del sistema educativo italiano, condizionato dalle scelte politiche del tempo e dalla collaborazione con Giovanni Gentile, Patri ebbe modo di inserirsi in un ambiente più dinamico e ricettivo alle nuove istanze pedagogiche, maturando un approccio fortemente centrato sul bambino e sull’esperienza diretta.
L’incontro tra i due educatori avvenne realmente nell’aprile del 1927, quando Patri si recò in Italia e fu accompagnato da Lombardo Radice nella visita di varie istituzioni scolastiche. Questo viaggio, poco noto agli studiosi, ha lasciato una traccia documentaria di grande valore, che Petruzzi ha meticolosamente ricostruito attraverso il reperimento di lettere, rapporti, articoli e appunti inediti, raccolti e ordinati nella seconda parte del volume. Il merito dell’autrice risiede non solo nell’aver reso accessibili questi materiali, ma anche nell’averli contestualizzati con estrema precisione, offrendo uno strumento essenziale per chiunque voglia approfondire la storia dell’educazione transnazionale e il ruolo degli intellettuali italoamericani nell’elaborazione di nuove pratiche pedagogiche.
Due maestri a colloquio si presta a una duplice lettura. Da un lato, la narrazione fluida e ricca di dettagli biografici rende il testo avvincente anche per un pubblico più ampio, offrendo uno spaccato vivido della vita e delle sfide affrontate dai due protagonisti. Dall’altro, il rigore metodologico e l’accuratezza nella gestione delle fonti documentarie ne fanno un contributo imprescindibile per gli studiosi di storia dell’educazione, delle migrazioni e delle politiche scolastiche del Novecento. L’eleganza stilistica della scrittura di Petruzzi, mai ridondante né banale, conferisce ulteriore valore a un’opera che si distingue per profondità analitica e originalità interpretativa.
In conclusione, Due maestri a colloquio rappresenta un contributo maturo e innovativo alla ricerca storico-educativa. Non solo colma una lacuna nella conoscenza della figura di Angelo Patri, ma apre anche nuove prospettive di studio sulla circolazione delle idee pedagogiche tra Italia e Stati Uniti. Ogni pagina del volume suggerisce spunti di riflessione e possibili percorsi di approfondimento, delineando una strada feconda per futuri sviluppi della ricerca in questo ambito.