La mercificazione dell'infanzia nella Guerra di Libia. 1911-1912

  • Graziano Mamone
##plugins.pubIds.doi.readerDisplayName## https://doi.org/10.4454/rse.v4i2.67

Abstract

Il presente contributo ha come obiettivo studiare le profonde relazioni che sussistono tra consumismo, educazione e identità nazionale nell’infanzia italiana alle prese con la guerra di Libia. Una mobilitazione di massa che ha abbracciato ogni singolo interesse delle generazioni in formazione, dalla letteratura alla pubblicità, dalla cinematografia ai giocattoli, dal costume fino alle istituzioni scolastiche. Sui banchi di scuola l’infanzia viene forgiata in nome della conquista: la proliferazione e la circolazione di quaderni scolastici illustrati sul tema della guerra sono per questo motivo centrali al fine di comprendere la diffusione di rappresentazioni stereotipate della campagna militare. Anche gli elaborati scolastici possono rivelare la qualità delle sinergie tra introiezione del fenomeno bellico e l’immagine offerta dall’istruzione. Al pari della scuola, è la mercificazione dell’infanzia al centro del processo di nation building: per la prima volta il bambino diventa veicolo potenziato di consumismo per una società piccolo borghese in ascesa. Il potenziale suggestivo che il conflitto coloniale ha sui bambini è percepito istantaneamente da diverse aziende commerciali, le quali vedono nella contingenza bellica un modello e un’occasione di profitto.

Pubblicato
2017-11-13
Come citare
MAMONE, Graziano. La mercificazione dell'infanzia nella Guerra di Libia. 1911-1912. Rivista di Storia dell‘Educazione, [S.l.], v. 4, n. 2, nov. 2017. ISSN 2384-8294. Disponibile all'indirizzo: <https://rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE/article/view/67>. Data di accesso: 24 giu. 2018 doi: https://doi.org/10.4454/rse.v4i2.67.
Sezione
Dossier monografico