Per una cultura del non consumo nella Germania socialista tra scuola e propaganda (1945-1989)

  • Valeria Eleonora Dondoli Nessuna
##plugins.pubIds.doi.readerDisplayName## https://doi.org/10.4454/rse.v5i1.56

Abstract

La ricerca qui presentata si propone, da un lato, di promuovere una lettura del consumo come categoria formativa, dall’altro, di mettere in luce la fenomenologia del consumo in un contesto atipico come quello della Germania Socialista. Le strade principali delle città erano tappezzate di manifesti statali che incoraggiavano alla parsimonia. Le file negli esercizi sempre lunghissime perché la merce era pochissima a causa dalla mancanza di divise promuovevano forme di baratto e di scambio di generi alimentari, culturali, e di oggetti pensati e costruiti per perdurare nel tempo. Il dispositivo della scelta in relazione al consumo tende allora verso altre direzioni, sfata i parametri Occidentali e svela un altro tipo di educazione al consumo che si traduce in un’educazione al non consumo, in armonia con i dettami socialisti che sostenevano la parsimonia. La delicata questione del consumo s’innesta quindi anche a livello morale diventando un ulteriore strumento di formazione pedagogica dell’Homo Sovieticus.

Pubblicato
2018-06-13
Come citare
DONDOLI, Valeria Eleonora. Per una cultura del non consumo nella Germania socialista tra scuola e propaganda (1945-1989). Rivista di Storia dell‘Educazione, [S.l.], v. 5, n. 1, giu. 2018. ISSN 2384-8294. Disponibile all'indirizzo: <https://rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE/article/view/56>. Data di accesso: 22 set. 2018 doi: https://doi.org/10.4454/rse.v5i1.56.
Sezione
Miscellanea