La Buona razza italiana

Aspetti del rapporto di Maria Montessori con il fascismo

  • Furio Pesci La Sapienza - Università di Roma
Parole chiave: Montessori; Fascist Race Policy; Medical Anthropology; Giuseppe Sergi; Sante De Sactis

Abstract

The purpose of this paper is the analysis of some texts written by Maria Montessori and other followers of her method during the fascist era. In these texts, (official and unofficial communications between the Montessori associations and the Italian government bodies), the use of terms and concepts typical of fascist and Nazi racism clearly emerges.

The analysis tries to show how, in a well-defined period of Maria Montessori's activity in Italy, a sort of "racist" terminology peeps out even in her "private" writings, which is a sign, among the many already known by scholars, of the ambiguity present in the relations between Montessori and fascism, but above all of a pseudoscientific conception of the "races", widespread in Western public opinions at least since the end of the nineteenth century, whose ambivalences helped to prepare the ground for the racist attitudes, especially towards Jews, cultivated by totalitarian regimes.

Il presente contributo analizza alcuni testi scritti da Maria Montessori e da altri seguaci del suo metodo nel periodo fascista, in particolare nei primi anni Trenta. In questi testi, legati alle comunicazioni ufficiali ed ufficiose tra l'associazionismo montessoriano e gli enti governativi italiani, emerge in evidenza l'uso di termini e concetti tipici del razzismo fascista e nazista.

 

L'analisi permette di rilevare come, in un periodo ben definito dell'attività di Maria Montessori in Italia, una sorta di terminologia “razzista” faccia capolino anche nei suoi scritti “privati”, segno anche questo, tra i molti già a conoscenza degli studiosi, dell'ambiguità presente nei rapporti tra Montessori e il fascismo, ma soprattutto di una concezione pseudoscientifica delle “razze”, diffusa nelle opinioni pubbliche occidentali quanto meno fin dalla fine dell'Ottocento, le cui ambivalenze contribuiranno a preparare il terreno al razzismo, specialmente quello nei confronti degli ebrei, coltivato dai regimi totalitari.

 

Pubblicato
2019-11-28