Desideri dissidenti. Studenti nel sessantotto

  • Chiara Martinelli
Parole chiave: Lyceums, Libertarianism, Italian student movement, 1968 movement

Abstract

Lungi dal conservare un’unitarietà di posizioni più utopistica che realmente raggiungibile, le posizioni
maturate all’interno del movimento studentesco sessantottino risentirono profondamente delle divergenze
culturali, sociali, economiche che ne connotarono l’interno: divergenze che emergono ampiamente
da una comparazione delle pubblicazioni prodotte da studenti universitari, studenti degli istituti
tecnici e liceali. Se i primi contestualizzavano le proprie inquietudini sociali ed economiche all’interno
dei canoni della teoria marxista, gli iscritti agli istituti tecnici maturarono un’acuta sensibilità verso
sottoccupazione e disoccupazione intellettuale, fenomeni che dopo anni di espansione tornavano ad
allignare i destini dei diplomati italiani. Libertarismo e individualismo definirono invece le posizioni dei
liceali, maggiormente interessati a denunciare quelle strutture della scuola e della società keynesiana che,
a loro modo di vedere, impedivano l’estrinsecarsi di ogni singola potenzialità.

Pubblicato
2019-06-02