Fighting for Civil Rights: school desegregation in Boston (1965-74)

School Desegregation in Boston (1965-74)

  • Francesco Landolfi Università di Firenze
Parole chiave: Arthur W. Garrity, Boston, Louise Day Hicks, public school, Racial Imbalance Act, racial segregation

Abstract

L’articolo si pone l’obiettivo di ricostruire il dissenso pubblico di parte della cittadinanza di Boston su
un evento che sconvolse per un decennio l’opinione pubblica del Massachusetts. È un paradosso che il
centro dell’istruzione statunitense abbia generato una brutale opposizione da parte della sua popolazione,
sfociata talvolta in tentativi di linciaggio contro la minoranza afro-americana. Tra gli anni Sessanta e
Settanta, Boston fu sconvolta da un periodo di proteste urbane inerenti al cambiamento del sistema scolastico
pubblico. La cittadinanza Irish-American, personificata dal presidente del Boston School Committee,
Louise Day Hicks, si oppose al Racial Imbalance Act del 1965. Tale legge appoggiava il miglioramento
del bilanciamento etnico del corpo studentesco di Boston, che continuava a essere di stampo
segregazionista. Lo status quo di questa evidente segregazione tra studenti bianchi e non bianchi durò
fino al 1974, quando il giudice federale Arthur W. Garrity dichiarò segregazioniste le scuole pubbliche
di Boston, costringendo quindi il trasferimento (entro tre anni) di 20.000 studenti non bianchi all’interno
delle scuole pubbliche etnicamente sbilanciate. Tuttavia, questo approccio coercitivo si dimostrò
un fallimento, sfociato nella cosiddetta Boston Busing Crisis (1974-88), che produsse numerosi scontri
di piazza tra le forze dell’ordine e gli abitanti del quartiere di South Boston. La mancanza di vicinanza
tra le istituzioni federali e la cittadinanza di Boston condusse a un conflitto etnico che provocò un forte
decremento della frequenza studentesca all’interno delle scuole pubbliche.

Pubblicato
2019-05-29