Presìdi e prèsidi: la scuola in Alto Adige nel primo dopoguerra tra occupazione italiana e resistenza tirolese (1918-1922)

  • Andrea Dessardo
##plugins.pubIds.doi.readerDisplayName## https://doi.org/10.4454/rse.v4i1.14

Abstract

Sono due, una dentro l'altra, le minoranze che tentarono la resistenza al cambio di regime in Alto Adige nel primo dopoguerra, tra la caduta dell'Austria-Ungheria e l'ascesa del fascismo: i tedeschi, minoranza nel Regno d'Italia, ma salda maggioranza tra Salorno e il Brennero; e gli italiani, che nonostante gli sforzi delle nuove autorità, si sentivano più legati a Innsbruck che a Trento. Il saggio sonda gli umori della società tirolese attraverso gli atti di una ispezione condotta nel febbraio 1920 nelle scuole femminili della regione e analizza il fallimento del decreto Corbino dell'agosto 1921, con cui Luigi Credaro, commissario generale civile, intendeva preservare gli italiani dalla germanizzazione.

Pubblicato
2017-06-16
Come citare
DESSARDO, Andrea. Presìdi e prèsidi: la scuola in Alto Adige nel primo dopoguerra tra occupazione italiana e resistenza tirolese (1918-1922). Rivista di Storia dell‘Educazione, [S.l.], v. 4, n. 1, giu. 2017. ISSN 2384-8294. Disponibile all'indirizzo: <https://rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE/article/view/14>. Data di accesso: 15 dic. 2017 doi: https://doi.org/10.4454/rse.v4i1.14.
Sezione
Dossier monografico