Per un’azione educativa «mirabilmente indipendente»: la mano del fascismo sugli asili di Ferruzzano

  • Brunella Serpe Univeristà della Calabria
  • Fabio Stizzo Università della Calabria
Parole chiave: Mezzogiorno, fascismo, infanzia, istituzioni educative

Abstract

Contrariamente a quanto si possa pensare, il fascismo è stata una presenza forte, oppressiva e irriducibile anche nelle realtà più periferiche del nostro Paese dove ha esercitato un controllo capillare sulle istituzioni educative. A Ferruzzano, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria, la mano del fascismo sarà particolarmente dura e pesante. In particolare, la sezione locale del Partito Nazionale Fascista imporrà la sostituzione delle maestre laiche con personale religioso ritenuto più permeabile e disponibile ad accogliere le direttive del regime che esigeva un’azione educativa conformante e in linea con l’ideologia dominante. Nella scelta degli insegnanti, nel controllo della loro azione educativa e della condotta personale, si esprime uno dei tratti più forti della politica del Ventennio messo in atto finanche nelle comunità più sperdute, con sconcertante protagonismo e sprezzante arroganza anche contro l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI) che portava avanti con successo, da oltre un decennio, un’intensa azione educativa attraverso l’apertura di asili e scuole e la cui onestà intellettuale, dirittura morale e apoliticità, si cerca di minare in ogni modo. Una documentazione inedita sorregge questo studio che ha come obiettivo quello di portare alla luce una interessante pagina di storia locale che si colloca, a pieno titolo, nella storia della scuola e dell’educazione italiana.

Pubblicato
2018-06-09